INTERROGAZIONE SEN GIARRUSSO SULLA MAFIA DEI TERRENI IN PROVINCIA SIRACUSA

 Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03827 Atto n. 4-03827 Pubblicato il 21 aprile 2015, nella seduta n. 434 GIARRUSSO - Ai Ministri dell'interno, della giustizia e dell'economia e delle finanze. - Premesso che per quanto risulta all'interrogante: la Direzione investigativa antimafia di Messina ebbe nel luglio 2013 ad eseguire 2 distinti provvedimenti di sequestro preventivo, nonché di confisca dei beni, per un valore complessivo di oltre 600.000 euro, riconducibili ad Orlando Galati Giordano e ad Antonino Carcione, ritenuti esponenti di spicco del clan mafioso "Tortoriciani", operante lungo la fascia tirrenica della provincia di Messina. In particolare, ad Antonino Carcione furono confiscati i terreni precedentemente sequestrati, nel luglio 2012, ed individuabili in 14 appezzamenti ubicati a Carlentini (Siracusa), di cui risultava intestatario in comproprietà con il fratello e la cognata, acquistati, inoltre, ad un prezzo ritenuto eccessivo e sproporzionato in riferimento ai redditi dichiarati; nonostante i fatti suddetti, Antonino Carcione continua, indisturbato, nella sua opera finalizzata ad impossessarsi di un numero sempre maggiore di appezzamenti terrieri nel siracusano e, più precisamente, nei comuni di Augusta (commissariato per mafia), Carlentini e Melilli, ove si stanno verificando cessioni di terreni arbitrarie, senza che i legittimi proprietari ne siano a conoscenza; invero, in un solo ed unico atto sarebbero state alienate circa 190 particelle, in cui figurano Michele Ausilio, quale parte venditrice e, ancora una volta, Antonino Carcione come parte acquirente. La compravendita sarebbe stata perfezionata alla presenza del notaio e deputato regionale, Gianbattista Coltraro, eletto al suo esordio sul proscenio politico nelle fila di "Sicilia Democratica", con un numero di preferenze pari a 4124, a parere dell'interrogante notevole per un esordiente, il quale, intervistato per "L'Indiscreto", programma di inchiesta del canale web "Sicilynside", ha più volte ribadito la liceità dell'atto. Inoltre a riguardo ha dichiarato di avere, altresì, provveduto ad eseguire preventivamente tutti gli accertamenti necessari alla stipula, tra cui la verifica dell'intestazione catastale reale degli immobili, l'esistenza di precedenti ipoteche o vincoli o pignoramenti presso l'ufficio del territorio dell'Agenzia delle entrate, nonché la regolarità urbanistica e catastale degli immobili; tuttavia il citato atto risulta all'interrogante essere incontestabilmente falso, in ordine a 2 motivi: innanzitutto, in ambito provinciale non risulta alcuna corrispondenza tra Michele Ausilio e le particelle di terreno oggetto della compravendita; in secondo luogo tali terreni appartengono da diversi anni, se non generazioni, a numerose famiglie dei comuni di Carlentini, Augusta e Melilli. Inoltre, la corresponsione di 70.000 euro per circa 140 ettari di terreno, versati, peraltro, 5 anni prima della firma del rogito, solleva, ragionevolmente, dubbi sulla bontà dell'operazione; a parere dell'interrogante è opportuno ribadire come l'acquirente Antonino Carcione provenga da una famiglia ben nota alle cronache giudiziarie per fatti di criminalità organizzata, nonché per risultare coinvolta in un giro di truffe ai danni dell'Unione europea, inerenti ai finanziamenti stanziati per i terreni agricoli; sono numerosi i casi in cui i terreni vengono acquistati più o meno lecitamente al fine di richiedere i fondi Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura); a giudizio dell'interrogante è ragionevole supporre che sia questo il reale motivo alla base delle innumerevoli ed improvvise vendite truffaldine, specialmente in considerazione del fatto che l'erogazione dei contributi regionali risulta essere commisurata all'estensione del terreno; attraverso questo espediente delle compravendite fasulle, ad oggi sono numerose le famiglie che, di fatto, si sono trovate private dei propri terreni: alcune ne sono venute a conoscenza in seguito ad istallazioni di recinzioni corredate di cavo spinato elettrificato; altre, in seguito alla richiesta di visura catastale, hanno scoperto di non essere più ufficialmente titolari del diritto di proprietà del terreno; altre ancora ne sono state informate proprio successivamente alla presentazione di domande per l'assegnazione dei fondi regionali, che sono stati, chiaramente, rifiutati; azioni negatorie sono state promosse dai legittimi proprietari e, in particolare, già dal settembre 2014, sono state depositate presso gli uffici del Comando compagnia della Guardia di Finanza di Augusta denunce a carico di Antonino Carcione e Michele Ausilio, cui hanno fatto seguito una serie di accertamenti che, pur tuttavia, non hanno ancora portato ad alcuna conclusione; considerato che: l'Agenzia delle entrate, stante l'incongruità dell'atto di vendita, tra l'estensione dei terreni e la somma di denaro corrisposta, avrebbe dovuto a giudizio dell'interrogante, di ufficio, procedere con una serie di accertamenti; a quanto risulta all'interrogante, sono state, finanche, alienate particelle di terreno su cui gravano ipoteche bancarie, e che, pertanto, non possono essere oggetto né di vendita, né di cessione; non emerge, in alcun modo, la persona di Michele Ausilio quale intestatario e/o proprietario dei terreni che, dall'atto notarile redatto dal notaio Coltrato, risultano venduti a Antonino Corcione; in particolare, il suddetto atto appare anomalo anche alla luce del fatto che il pagamento della somma di denaro (70.000 euro) corrisposto per i terreni, è stato effettuato nel luglio 2006, e quindi molto prima del rogito, che invece è stato firmato solo nel 2012, e più precisamente il 31 agosto 2012, ossia 2 mesi prima delle elezioni (28 ottobre) che hanno visto la vittoria dell'allora sconosciuto, persino agli stessi abitanti di Augusta, notaio Giambattista Coltraro, che, peraltro, ad oggi, figura al primo posto per quanto riguarda i redditi dichiarati, pubblicamente rintracciabili sul sito dell''Ars (Assemblea regionale siciliana); a parere dell'interrogante, solleva qualche perplessità la quasi concomitante elezione del notaio Coltraro quale deputato dell'Assemblea siciliana, nonché l'impressionante mole di preferenze accordategli nonostante fosse un neofita della politica, con la disponibilità a formulare un atto palesemente fasullo, alla presenza di un ben noto esponente del clan dei Tortoricesi; il notaio, in qualità di pubblico ufficiale, è tenuto a svolgere una funzione di controllo preventivo della legalità, e non solo ha il dovere di osservare e far rispettare la normativa, ma non può e non deve ricevere atti proibiti dalla legge; sebbene l'esonero di responsabilità per omesse visure è consentito al notaio solo nei casi in cui vi sia espressa e concorde dispensa proveniente da entrambe le parti, e solo se dettata da ragioni di urgenza o da gravi motivi, non appare allo scrivente che sussistano i motivi di esenzione di responsabilità per il notaio, che invece, nella sua veste di pubblico ufficiale risulta responsabile delle proprie azioni, in quanto ha adottato comportamenti in violazione della legge professionale; risulta, inoltre, all'interrogante che il caso in esame comporti per il notaio anche una responsabilità penale, dovendo egli rispondere per il reato di falso, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa, nonché delle circostanze che li hanno generati, e quali iniziative intendano promuovere al fine di osteggiare il proliferare di tali situazioni; se intendano, nell'ambito delle proprie competenze, adottare le opportune iniziative affinché venga verificata la liceità degli atti adempiuti nonché delle eventuali responsabilità del notaio Coltraro anche ai fini di un'azione di deferimento presso il Consiglio nazionale del notariato e, nel caso, quali provvedimenti intendano assumere per prevenire e contrastare condotte a giudizio dell'interrogante criminose quali quelle descritte in premessa; se risulti, in considerazione del fatto che tutti gli atti notarili sono soggetti per legge a controlli periodici da parte dell'Agenzia delle entrate (ogni 4 mesi) e del Ministero della giustizia (ogni 2 anni), che sia stata intentata un'azione penale contro il notaio Coltraro a seguito dei suddetti controlli e, in caso contrario, quali siano le motivazioni del mancato esercizio dell'azione; come intendano, nei limiti delle proprie attribuzioni, contrastare la partecipazione di personaggi appartenenti a cosche mafiose ai progetti ove vengono erogati contributi regionali.