REPORT 2014 SU CRIMINALITA' ORGANIZZATA A SAN MARINO E A RIMINI






REPORT ANALITICO SULLE INFILTRAZIONI CRIMINALI ORGANIZZATE
A SAN MARINO
ED A RIMINI


ANNO 2014

a cura di Salvatore Calleri










INDICE

PREMESSA

IMPORTANZA GEOPOLITICA DEL TITANO

COME AFFRONTARE IL FENOMENO DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA

ELENCO OPERAZIONI CHE IN MODO DIRETTO OD INDIRETTO
HANNO RIGUARDATO SAN MARINO

ANALISI DI COME VIENE VISTA ALL'ESTERO SU TALI TEMATICHE LA REPUBBLICA DI SAN MARINO

CONCLUSIONI

FOCUS SU RIMINI











PREMESSA

Il rapporto analitico sulla presenza mafiosa nella regione geografica della Romagna, in parte italiana ed in parte sammarinese, serve a creare gli anticorpi della società pulsante che vive in un territorio. Le organizzazioni criminali sono oramai delle realtà estremamente diffuse sul territorio internazionale che si muovono come delle moderne società commerciali prive di scrupoli in grado di movimentare immensi capitali. I settori merceologici di tali organizzazioni sono i più vari e partono dai tradizionali traffici di droga e di armi per arrivare alle tratte di migranti, al traffico di rifiuti senza dimenticare l'usura, il racket ed il riciclaggio del denaro sporco. Ci troviamo di fronte quindi a delle company arcaiche in quanto a forza bruta e modernissime in quanto a capacità attrattiva e d'infiltrazione nelle attività d'investimento. Il rapporto si basa quindi sull'esame del territorio partendo dall'analisi delle varie operazioni delle forze dell'ordine e da quanto descritto nei dossier per addetti ai lavori nelle versioni non secretate sul modello di quelli della DNA e della DIA e da quanto riportato nei mezzi d'informazione.  Il tutto viene unito per arrivare ad una visione d'insieme con un linguaggio semplice utilissimo per il comune cittadino oltre che per l'amministratore pubblico che in questo modo viene messo in grado di conoscere, capire ed evitare la presenza mafiosa sul territorio. Il rapporto quindi fotografa la situazione esistente senza creare da un lato inutili allarmismi e dall'altro pericolose sottovalutazioni del fenomeno criminale organizzato e soprattutto senza sostituirsi all'autorità giudiziaria ed alle forze dell'ordine.
Tale report è inserito all'interno di un insieme di rapporti relativi all'Emilia Romagna, la Toscana, l'Umbria, il Medio Tirreno, Prato  e la Liguria.
L'analisi che seguirà terrà conto anche dei cosiddetti reati spia tipo la corruzione e la frode che aiutano in modo diretto e/o indiretto le forme criminali organizzate.
IMPORTANZA GEOPOLITICA DEL TITANO

Le organizzazioni criminali organizzate in un ottica globale si muovono sempre di più trasversalmente e dinamicamente creando reti di interessi. Una visione moderna del fenomeno tratta la mafia in senso stretto anche come criminalIItà organizzata. Infatti spesso le forme mafiose fuori dal loro territorio di origine assumono comportamenti diversi. Pertanto per confrontarsi e combattere tali forme criminali bisogna analizzare il territorio anche da un punto di vista geopolitico.
La Repubblica di San Marino è inserita nella penisola italiana. In Italia esistono 11 forme mafiose e/o criminali organizzate italiane e circa 13/14 straniere. Molte di queste forme sono presenti nell'area geografica della Romagna. San Marino confina con la Provincia di Rimini. E' bene rilevare che Rimini ha uno sbocco sul mare ed un aereoporto che guardano ad est. I Balcani sono praticamente posizionati di fronte. Il mar Adriatico, come dimostrato dall'operazione Ellenika, che ha riguardato tale area è oggetto di traffici di vario tipo. Il sistema economico florido e le differenti regole fiscali tipiche di quasi tutti i piccoli stati hanno sicuramente attratto le organizzazioni criminali per investire e riciclare i propri denari. Le nuove regole approvate in Repubblica rendono più difficili tali operazioni, ma l'attrattiva geopolitica per le organizzazioni criminali al momento permane in tutta l'area della Romagna.
La Repubblica del Titano rientra nella macro area del Mediterraneo.
San Marino non può comunque essere considerata una terra di mafia in quanto culturalmente e socialmente non ha dato i natali a nessuna forma mafiosa. Ovviamente però, come nei territori limitrofi esiste una presenza mafiosa e/o criminale organizzata che non controlla il territorio sammarinese, ma che non va in alcun modo sottovalutata.

COME AFFRONTARE IL FENOMENO DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA

La Fondazione Caponnetto frequenta il territorio sammarinese a partire dal 2007, anno a dire il vero in cui parlare di mafia era abbastanza singolare con la classe sociale e politica ancora non abituata a trattare un siffatto argomento. Negli ultimi anni sono stati fatti comunque dei notevoli passi avanti per quanto riguarda la sensibilità sociale nell'affrontare tale argomento. Oggi non passa giorno in cui non si affronti la questione mafia a San Marino.
In generale in un territorio quale il Titano è importante conoscere i luoghi comuni in cui non cadere, vediamo quali:1) la mafia non esiste. Oramai è stato appurato il contrario. Ma fino al maxiprocesso del 1986 di Caponnetto era il più diffuso.2) la mafia se esiste è puramente un fenomeno criminale. Persiste ancora e favorisce la sottovalutazione del problema. Se fosse un puro e semplice fenomeno criminale sarebbe stata già debellata da tempo.3) si ammazzano tra di loro a noi non interessa. Errato. Quando c'è una guerra di mafia chi rimane vivo rafforza il proprio gruppo ed aumentano i problemi.4) di mafia non bisogna parlarne perché si rovina la reputazione di un territorio. Errore gravissimo che tuttora persiste in quasi tutto il nord ed in parte del centro e del sud. Non parlare della mafia significa aiutare la sua espansione.5) teoria dell'isola felice. Non esistono luoghi nel nostro paese ed in Europa ove la mafia in qualche sua forma non sia presente. Questo errore di valutazione ad oggi persiste specialmente nel centro nord.6) la mafia nasce dalla povertà. Al contrario la mafia nasce nei territori potenzialmente ricchi e li rende poveri. In Sicilia Cosa Nostra ha iniziato nella conca d'oro con il traffico di limoni.7) teoria della totale sconfitta dopo gli ultimi arresti. Errore strategico già commesso nel 1996. Mai vendere prima della sua morte la pelle dell'orso.8) la mafia una volta era buona. Falso non lo è mai stata. 9) di mafia straniera non bisogna parlarne perché si rischia il razzismo. Errore grave perché parlarne significa aiutare gli stranieri onesti.10) non si fanno passi avanti. Falso. In Italia ne sono stati fatti molti. Non bastano però in quanto bisogna agire sul piano internazionale. In Europa sono messi peggio.11) ci prendiamo solo i soldi del riciclo dei mafiosi. Tanto i mafiosi non arrivano. Falso. I mafiosi dopo arrivano.12) la mafia è invincibile. Non è vero. I danni che ha subito sono notevoli.13) la mafia dà lavoro. Falso. Se fosse vero Reggio Calabria, Palermo e Napoli non avrebbero disoccupati, anche se in determinate situazioni l'unico lavoro possibile è quello offerto dai mafiosi dopo la distruzione del territorio. La mafia è un virus. Un virus mutante. Superare i luoghi comuni è come un vaccino e rappresenta un primo passo per sconfiggerla.


ELENCO OPERAZIONI CHE IN MODO DIRETTO OD INDIRETTO HANNO RIGUARDATO SAN MARINO

Le operazioni che recentemente hanno riguardato la Repubblica di San Marino sono essenzialmente di tre tipi.
1) Quelle in cui è stata riscontrata la presenza di clan mafiosi e/o criminali organizzati.
2) Quelle in cui si è sentito l'odore delle organizzazioni criminali ma in cui occorre aspettare per verificare se è vero.
3) Quelle che riguardano dei reati c.d. Spia, ossia di reati che spesso vengono commessi anche dalle organizzazioni criminali organizzate e che devono farci alzare la guardia ma che non sempre però le vedono coinvolte.


Nella prima tipologia rientrano sicuramente l'operazione Vulcano 1 e Vulcano 2  del 2012 che hanno riscontrato sul territorio della Romagna e di San Marino la presenza di alcuni clan riconducibili nei loro territorio di origine alle forme mafiose. In particolare:
Clan campani: Vallefuoco, Mariniello, Stolder, Sacco-Bocchetti-Cesarano, Schiavone.
Clan siciliani: Fidanzati.
Quando tali clan si spostano dal loro territorio possono mutare stringendo alleanze con settori locali e con colletti bianchi. Alcuni dei suddetti clan sono di alto spessore criminale.
Tale operazione s'interseca con l'operazione Mirror  del 2013 che ha riguardato il clan Vallefuoco per l'acquisizione di un albergo a Rimini. Nello scorso mese d'ottobre il quadro di accusa che prevedeva la presenza mafiosa ha avuto un ulteriore riscontro. E' altamente probabile che per il riciclaggio i coinvolti in tale operazione guardassero a San Marino.
Sempre in tale tipologia rientrano le operazioni avvenute nel 2013 Titano e Titano 2 che ha portato a complessivi 39 arresti di persone gravitanti attorno ai clan dei casalesi ceppo Schiavone e che ha riguardato i due stati Italia e San Marino che hanno collaborato.
Relativamente al filone denominato  Project delle truffe telefoniche fatte agli operatori italiani si segnala la presenza del clan campano Di Lauro.
San Marino è stata lambita nel 2012 da un'operazione denonimata Baccus riguardante la società foggiana che riciclava il denaro sporco nel settore delle imprese vinicole.
Nel 2013 la gendarmeria ha contribuito a far interrompere un traffico di armi verso Bari che interessava probabilmente la camorra barese.
  La mafia siciliana degli stiddari risulta presente in una operazione del 2013 denominata Deutsch Galaxy 2 che ha visto il sequestro di beni e di denaro in Italia, Francia e San Marino.
In questa tipologia rientra anche la grossa operazione Money 2 Money che ha manifestato un'ampia movimentazione di denaro tra Italia e Cina. L'inchiesta si è conclusa nel luglio 2013 e non sono stati riscontrati reati da parte di cittadini sammarinesi. Ma vista l'importanza che riveste tale operazione, che ad avviso della Fondazione Caponnetto riguarda la nuova mafia economica cinese, è comunque utile rammentarla come pro memoria in quanto tale forma mafiosa è naturalmente attratta da San Marino e bisogna studiarla.
Si segnala la presenza della 'ndrangheta nell'operazione Decollo Money e successive. In tale caso risulta presente il narcos della famiglia Mancuso Vincenzo Barbieri ucciso in Calabria nel 2011 che aveva una parte dei fondi depositati sul Titano riciclandoli nel Credito Sammarinese.
Un occhio d'attenzione merita anche l'operazione Wind Farm  del 2013 che ha riguardato un importante investimento nel settore dell'eolico si presume da parte di clan della 'ndrangheta che si rifanno alla 'ndrina degli Arena. Anche questa situazione ha visto una collaborazione tra i due stati e il districarsi di una difficile ricerca di società e di fondi tra San Marino, Italia, Svizzera e Germania. Al momento su questa operazione occorre aspettare la conclusione dei procedimenti in corso prima di trarre affrettati giudizi. Lo scorso 31.7.2013 il parco eolico è stato di nuovo sequestrato. Recentemente su tale caso sono state effettuate perquisizioni in Germania.
Il territorio sammarinese ha attirato anche sul finire del 2012 una presenza da non sottovalutare: quella dei narcos che hanno riciclato il denaro proveniente dalla droga. Si segnala in particolare l'operazione Pollicino che ha evidenziato la presenza di soggetti che trafficavano dalla Colombia passando dalla Spagna per finire al porto di La Spezia con i loro proventi nascosti in Svizzera ed a San Marino. Una vera organizzazione facente capo a dei calabresi della locride residenti in Lombardia (gruppo Giovinazzo).
Nel mese di marzo 2014 veniva effettuata in Brianza dalle parti di Seveso un'operazione che smantellava una organizzazione 'ndranghetista che si rifaceva ad un boss tale Pensabene che aveva organizzato una sorta di banca alternativa in collaborazione con dei colletti bianchi corrotti tra cui un funzionario delle poste italiane. I soldi di tale sodalizio transitavano poi in Svizzera ed a San Marino.
Nel mese di ottobre 2014 l'operazione della Dia di Trapani che ha portato in Italia al sequestro di beni per oltre 450 milioni di euro, passa in modo capillare anche dal territorio del Titano in quanto sono numerosissime le operazioni immobiliari fatte ed il gruppo di cosa nostra presente è quello collegato sia a Guttadauro per Palermo che a Messina Denaro per Castelvetrano. Ossia un ceppo mafioso di primissimo livello. All'uopo era stata creata la Compagnia immobiliare del Titano.
Nel mese di dicembre 2014 l'operazione della procura di Roma diretta da Pignatone e Prestipino e condotta dai Ros denominata Mafia Capitale lambisce San Marino la cui società Fidens Project spa è più  volte nominata negli atti.


Nella seconda tipologia rientra l'operazione Criminal Minds che riguarda tutta una serie di reati degni di nota in cui fa capolino il nome del clan Gallo Cavalieri miscelato con gruppi di albanesi. Tale inchiesta va seguita con la necessaria attenzione sia per i reati spia attinenti che per le presenze mafiose che devono comunque essere verificate.
Nel mese di ottobre 2014 si è verificata un'operazione che ha riguardato il pesarese e San Marino e riguarda il traffico di droga e relativi festini con delle escort. Dagli sviluppi di tale operazione potrebbero derivare notizie interessanti.
Degno di attenzione anche il recente caso di autoriciclaggio che ha coinvolto una coppia di coniugi e per cui è  stata applicata la legge 100/2013.

Nella terza tipologia rientrano numerose operazioni che sono state abbondantemente trattate dai vari mezzi di informazione. In particolare sono degne di nota:

caso Seven Eleven;
operazione Fil Rouge;
operazione Varano;
caso Tercas;
operazione Sponsor Laundering;
operazione Off Shore;
operazione chalet;
operazione Best System;
operazione Machiavelli;
operazione Garuffa;
operazione Ghost Supplies;
vicenda Mps;
caso Credito di Romagna/Ibs;
caso Banca Commerciale Sammarinese;
caso Finproject;
caso Fingestus;
caso Penta srl;
caso fallimenti pilotati tribunale Bari.


A questi casi vanno aggiunte le numerose operazioni sulle frodi carosello, le bancarotte fraudolente e le truffe finanziarie.

Una trattazione a parte merita il caso Atac di Roma. Caso segnalato dalle autorità giudiziarie sammarinesi a quelle italiane nel 2010 e scoppiato solo in questi giorni nella sua massima intensità.

Un notevole attenzione merita anche quanto sta succedendo oggi nella cosiddetta vicenda giudiziaria relativa al conto mazzini. Questa indagine nel pieno rispetto del segreto istruttorio va seguita con la massima attenzione per tutti i risvolti che ne possono derivare. Siamo di fronte ad una inchiesta che potrebbe avere il ruolo di "madre di tutte le inchieste" per i risvolti nel territorio sammarinese da un punto di vista etico e politico con intrecci tra politici eccellenti che creavano fondi neri, diplomatici con valigie e che potrebbe portare ad una destrutturazione dell'attuale sistema istituzionale. Tale inchiesta tra l'altro ha seguito i soldi ottenendo al momento notevoli risultati. La Repubblica di San Marino con questa operazione dimostra di essere in grado di fare pulizia al proprio interno. Occorre verificare i possibili intrecci tra i soggetti interessati al conto mazzini e le organizzazioni mafiose.

ANALISI SITUAZIONE ATTUALE CRIMINALITA' ORGANIZZATA A SAN MARINO

Le analisi fin qui effettuate e le operazione citate, in primis quelle inerenti la criminalità organizzata e/o mafiosa ci aiutano a delineare il quadro d'insieme ma bisogna capire cosa probabilmente sta succedendo oggi sul territorio sammarinese.
Per fare ciò dobbiamo partire dalla situazione esistente in Romagna che da come si evince dal report presentato il 29 novembre scorso non è per nulla semplice e dove si registra un indice di presenza mafiosa molto alta. A Rimini in particolare sono attivi i Vrenna-Bonaventura. L'organizzazione 'ndranghetista  opera anche attraverso gli alleati Masellis - Lentini, nel controllo del gioco d’azzardo, l’usura, le estorsioni e  il traffico di sostanze stupefacenti.  Sono presenti anche i Pompeo di Capo Rizzuto, gli Ursino di Gioiosa Jonica (RC) e i  Muto.
E’ molto forte e radicata la presenza della camorra con i clan D’Alessandro,  Di Martino - Afeltra, Vallefuoco di Brusciano (NA),  Mariniello di Acerra (NA) e dei casalesi.   Sono  presenti soggetti della sacra corona unita e anche del clan mafioso catanese dei Laudani.
Nelle provincie di Forli-Cesena, Ravenna e Rimini sono stati tracciati dalle operazioni di polizia 48 clan criminali.
Quest'anno in fondo al report è stato inserito un focus su Rimini per avere una visuale più completa.
San Marino si trova quindi circondato da una situazione non facile. I clan che operano su tali territori sono tra l'altro attratti anche dal Titano che a differenza del passato in cui le presenze mafiose erano concentrate prevalentemente sull'aspetto finanziario e bancario del riciclaggio oggi si sono concentrate sulle attività criminali più tradizionali. Ossia si assiste ad una italianizzazione del fenomeno dal punto di vista della invasività criminale con una diversificazione degli investimenti. In parole povere i mafiosi negli anni hanno seguito i loro soldi e con la crisi hanno deciso di investirli. Bisogna quindi prestare la massima attenzione alle seguenti fenomelogie per monitorare eventuali infiltrazioni:

acquisizione di ristoranti;
acquisizione di alberghi;
acquisizione di negozi;
appalti pubblici;
appalti privati;
acquisizione di immobili;
gestione centri scommesse, slot, compro oro, tabacchi.

Occorre inoltre monitorare eventuali presenze di criminalità organizzata e/o mafiosa proveniente dall'est, in primis quella russa e dalla Cina.
Queste nuove fenomenologie vanno seguite con la massima attenzione, in quanto in Romagna il modus operandi delle organizzazioni criminali le ha riguardate in toto. Il pacchetto Vigna prevedeva l'Aisa e la Dsa affinché se ne occupassero.
Quando arrivano soggetti da fuori per investire occorre farsi 5 domande: chi è? Cosa fa? Da dove prende i soldi? Da dove viene? Di chi si circonda? In questo modo si riducono i rischi.

ANALISI DI COME VIENE VISTA ALL'ESTERO SU TALI TEMATICHE LA REPUBBLICA DI SAN MARINO

Negli ultimi due anni, ossia da quando è stato preparato il pacchetto antimafia e con la nascita dell'osservatorio, San Marino ha fatto numerosi piccoli passi avanti continui nella lotta contro la mafia.
Nel 2011 la Repubblica si è dotata di una propria commissione parlamentare che si occupa delle infiltrazioni mafiose.
  Nel corso del 2012 sono state approvati gli art. 287 bis, ter e quater del codice penale inerente l'associazione a delinquere di stampo mafioso. Sempre dello stesso periodo è l'art. 394 del codice penale inerente il voto di scambio. Sia la prima che la seconda norma sono scritte molto bene e più di una volta sono state prese com esempio in Italia.
Nel corso del 2013 la L. n. 100 ha migliorato all'art. 3 la confisca dei beni, all'art. 5 ha inserito come reato l'autoriciclaggio.
Sempre nello stesso periodo all'interno della L. n. 99 è stata inserita la cosiddetta responsabilità delle persone giuridiche.
Con questo ulteriore rafforzamento la Repubblica di San Marino si è allineata a quanto richiesto dal Moneyval.
Questi passi avanti sono stati riconosciuti nella relazione sulla mafia della Dna italiana del dicembre 2012, mentre non è avvenuto lo stesso con la relazione della Commissione Parlamentare Antimafia italiana.
A livello internazionale secondo le tabelle contenute nel seguente link http://www.financialsecrecyindex.com/introduction/fsi-2013-results  San Marino risulta in buona posizione sugli indici di segretezza bancaria trovandosi in una migliore posizione rispetto ai principali paesi europei con un miglioramento che rimane da attuare sul secrecy score.
A livello OCSE nel 2013 la Repubblica ha ottenuto lo stesso rating di Italia, Germania, Usa Gran Bretagna ed Austria: Largely Compliant.
A livello del GRECO nel 2014 vengono confermati i passi avanti ma allo stesso tempo viene richiesta una maggiore velocità nelle riforme.
A livello di opinione pubblica italiana sono stati rilevati i passi avanti grazie alle ultime inchieste.
L'art. 394 del c.p. relativo al voto di scambio è stato portato come esempio più volte in Italia così come la norma sull'autoriciclaggio.
La magistratura di San Marino ha eseguito sequestri e confische per un totale di 23 milioni di euro. Un dato significativo ed importante.
La Repubblica deve comunque migliorare la comunicazione verso il mondo esterno e deve stare attenta a non fare passi indietro nel percorso intrapreso.





CONCLUSIONI

La Repubblica di San Marino si trova davanti ad un punto di svolta fondamentale nei confronti della lotta alle organizzazioni criminali organizzate e/o mafiose la cui pericolosità oramai è ampiamente dimostrata.
La situazione in cui si trova che emerge dal dossier non è da sottovalutare in alcun modo.
Oggi l'opinione pubblica appare molto arrabbiata per le recenti vicende che hanno disarticolato un complesso sistema di potere esistente sul Titano. In questa situazione occorre proseguire sempre di più nella strada del cambiamento e vigilare in modo continuo senza dimenticare che nei passaggi da una fase politica delicata ad un altra che si potrebbe definire radicale ed in grado di rivoluzionare San Marino, le organizzazioni criminali hanno da sempre la notevole capacità di inserirsi nei contesti e a volte di indirizzarli. Questo scenario si è già verificato in Italia dopo tangentopoli. Occorre quindi mantenere la massima freddezza e tenere alta la guardia contro un malaffare che si dimostra sempre più raffinato.
Pertanto i passi in avanti devono continuare in modo veloce al fine di terminare il percorso iniziato al fine di arrivare ad ampliare la normativa antimafia con una conseguente applicazione delle norme precisa e puntuale e la oramai prossima regolamentazione della legge sugli appalti rappresenta un ulteriore passo avanti nella giusta direzione.
La Fondazione Caponnetto si metterà come di consueto a disposizione della Repubblica, con le proprie competenze ai massimi livelli, per raggiungere quanto prefissato dal compianto Vigna.







ELENCO GRUPPI CRIMINALI TRACCIATI

Gruppi campani:

Vallefuoco, Mariniello, Stolder, Sacco-Bocchetti-Cesarano, Schiavone, Di Lauro.
Gallo-Cavalieri (da verificare) .

Gruppi calabresi:

Mancuso, Arena, Giovinazzo, Pensabene.

Gruppi siciliani:

Fidanzati, stiddari, gruppi palermitani, gruppi trapanesi.

Altri gruppi:

Mafia capitale, camorra barese, società foggiana, nuova mafia economica  cinese.
Gruppi russi, dell'est e dei balcani (da verificare)


FOCUS SU RIMINI


ESTRATTO RAPPORTO SULLA MAFIA A RIMINI

PROVINCIA DI RIMINI

Nel territorio della provincia di Rimini sono attivi i Vrenna-Bonaventura. L'organizzazione 'ndranghetista opera anche attraverso gli alleati Masellis - Lentini, nel controllo del gioco d’azzardo, l’usura, le estorsioni e il traffico di sostanze stupefacenti. Sono presenti anche i Pompeo di Capo Rizzuto, gli Ursino di Gioiosa Jonica (RC) e i Muto. E’ molto forte e radicata la presenza della camorra con i clan D’Alessandro, Di Martino - Afeltra, Vallefuoco di Brusciano (NA), Mariniello di Acerra (NA) e dei casalesi. Sono presenti soggetti della sacra corona unita e anche del clan mafioso catanese dei Laudani. Nel rapporto del 2012 abbiamo messo in evidenza la denuncia lanciata dagli albergatori, che avevano evidenziato il rischio di possibili acquisizioni di strutture ricettive e della balneazione da parte la mafia, a causa della crisi che ha investito il settore turistico. La conferma a quanto paventato dagli addetti al settore, giunge da una recente analisi della Prefettura di Rimini, secondo la quale alcuni hotel della provincia sarebbero passati in mano alla criminalità organizzata.

Criminalità organizzata calabrese
• Novembre 2012, la Questura di Cosenza ha sequestrato beni mobili e immobili, per un valore di circa due milioni di euro, intestati o riferibili ad un soggetto di Bonifati (CS), e ai suoi familiari. I beni erano già stati sottoposti a sequestro preventivo nel maggio del 2011. L'uomo era stato coinvolto nell'operazione Cartesio e accusato dei reati di usura, estorsione e favoreggiamento, in quanto ritenuto referente della 'ndrina dei Muto di Cetraro (CS) in Emilia Romagna. Il provvedimento è stato eseguito al termine di un procedimento nel quale sarebbe stata accertata una notevole discrepanza tra i beni posseduti e i redditi dichiarati. La confisca riguarda abitazioni, anche di lusso, terreni, automobili, quote di società, aziende che gestiscono lidi balneari, società edili, alberghi, ristoranti e pizzerie, nel cosentino e anche in provincia di Rimini.
Criminalità organizzata campana
• Dicembre 2012, operazione “Vulcano”, i Carabinieri hanno eseguito nelle province di Rimini, Prato, Napoli e Caserta ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip di Bologna su richiesta della Procura distrettuale antimafia, nei confronti di 18 persone indagate per associazione di tipo mafioso, estorsione, usura e tentato sequestro di persona a scopo di estorsione, aggravati dal metodo mafioso. Al centro delle indagini dei Ros le infiltrazioni in Emilia- Romagna e Toscana della camorra casertana e napoletana. Le attività di usura ed estorsione, secondo le indagini dei Ros, erano compiute ai danni di imprenditori e commercianti locali, avvalendosi anche di agenzie di recupero crediti fittizie. I Carabinieri hanno documentato continue minacce e intimidazioni alle vittime, costrette a intestarsi attività commerciali e imprenditoriali da utilizzare per commettere truffe a istituti di credito. Come è successo nel caso di una società di Calenzano, in provincia di Firenze, di cui il gruppo criminale si è impossessato convincendo poi un uomo gravemente malato a fare da prestanome in cambio di una lauta ricompensa in denaro. La vittima aveva pensato di lasciare questo denaro alla sua famiglia (sapendo di dover morire) ma non aveva fatto i conti con i personaggi di cui era caduto in trappola: quella che aveva visto come un'occasione si è trasformata in un incubo, ha subito minacce su minacce e alla fine non ha visto neanche un soldo ed è morto.
• Aprile 2013, operazione "Mirror", i Carabinieri di Rimini hanno arrestato 20 persone appartenenti al clan Licciardi di Secondigliano (NA), per i delitti di estorsione e riciclaggio. Minacciavano e picchiavano gli imprenditori che non volevano fare affari con loro, che non pagavano i prestiti o non li facevano entrare in società solo per ripulire i soldi del traffico di stupefacenti e armi. Nell'obiettivo del clan, una frangia degli scissionisti di Secondigliano, c'erano le attività economiche redditizie della Riviera, bar, ristoranti, alberghi e soprattutto locali notturni. L'organizzazione di stampo camorristico era presente nella provincia di Rimini almeno dagli inizi del 2000. Nel corso dell'operazione sono stati posti sotto sequestro due noti night club nel Riminese. Nel mese di novembre è stato disposto anche il sequestro di un hotel. Uno degli arrestati è anche indagato nell'ambito dell'indagine "Venus" (vedasi provincia di Parma) del maggio 2012. Il tribunale del riesame ha considerato però tale gruppo come associazione a delinquere semplice.
Maggio 2013, i Carabinieri scoprono un gruppo di origine campana composto da pregiudicati che facevano gli spacciatori ed i picchiatori oltre al recupero crediti.
•  Agosto 2013, la Squadra Mobile di Rimini ha arrestato un latitante pluripregiudicato, esponente di spicco di un noto clan camorristico. Umberto Falanga, 40 enne napoletano è affiliato al clan Contini. Aveva raggiunto la famiglia a Rimini per trascorrere il Ferragosto. E' stato catturato mentre passeggiava sul lungomare. Gli agenti della Squadra Mobile stavano pedinando la sua famiglia, la moglie e i genitori, che alloggiavano in un residence, da una settimana.
Agosto 2013, il Prefetto di Rimini lancia l'allarme camorra negli alberghi dopo aver effettuato un attento monitoraggio.
Maggio 2014, la Guardia di Finanza ha smantellato un piccolo impero fatto di hotel riconducibile al clan campano degli Abate di San Giorgio a Cremano. Da 20 anni curavano gli interessi della famiglia camorrista. Pubblicizzavano l'attività via internet.
Criminalità organizzata siciliana
Gennaio 2014, i Carabinieri di Riccione hanno arrestato un usuraio che applicava tassi del 75% collegato alla criminalità siciliana.
Criminalità organizzata
• Novembre 2013, “Operazione trent’anni”, la Guardia di Finanza e i Carabinieri hanno effettuato un sequestro di 25 milioni di euro nei confronti di Ernesto Diotallevi. Un immobile è stato sequestrato nel riminese.
Febbraio 2014, un traffico di cuccioli provenienti da Ungheria e Slovenia ha riguardato anche Rimini nella cosiddetta "operazione Maky" curata dalla Polizia Forestale.
Febbraio 2014, la DIA di Bari ha sequestrato un immobile a Rimini ad un contrabbandiere.
Marzo 2014, i Carabinieri hanno smantellato una banda organizzata albanese specializzata in furti e rapine.
Marzo 2014, omicidio di un albanese a Misano davanti ad un supermarket. L'assassino è stato arrestato in Svizzera a Berna mentre tentava di fuggire in Usa. Alla base probabilmente una sorta di faida familiare.
Marzo 2014, denunciati tre moldavi per contrabbando di sigarette.
Maggio 2014, la Polizia di Stato ha smantellato un giro di case chiuse cinesi con un call center dedicato. L'organizzazione smantellata operava in Lombardia ed Emilia Romagna ed aveva un buon grado di raffinatezza.
Reati fiscali
• Gennaio 2013, operazione ”Machiavelli”, la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle dogane di Rimini hanno scoperto una maxi-frode Iva sull'asse Italia e San Marino. Le persone coinvolte sono 27 e sono stati eseguiti cinque arresti e sequestri per quasi 40 milioni di euro. Sono coinvolte diverse società nazionali, intestate anche a prestanome compiacenti, e una decina di società estere (principalmente con sede nella Repubblica di San Marino, ma anche in Gran Bretagna, Romania, Austria e Svizzera), nella diretta disponibilità di uno degli arrestati e dei suoi soci. I reati contestati agli indagati sono associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, occultamento o distruzione di documenti contabili, con l'aggravante dell'essere il numero degli associati superiore a dieci e con l'aggravante che nella commissione del reato ha dato il suo contributo un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato (Italia, San Marino, Svizzera, Gran Bretagna, Austria e Romania). Sono stati sottoposti a sequestro preventivo di beni mobili, immobili e risorse finanziarie nella disponibilità degli indagati fino a 37,4 milioni. Le misure cautelari sono state eseguite tra Rimini, San Marino, Milano, Reggio Emilia, Bologna, Perugia, Volterra, Latina, Aprilia, Roma, Ascoli Piceno, Pescara, Foggia, Cagliari, Reggio Calabria e Catania.
Criminalità da strada
• Agosto 2013, rissa con sparatoria sul lungomare di Riccione. Un ragazzo è stato ferito da un colpo di pistola, probabilmente, dopo una lite con un gruppo di giovani. La vittima, di origine calabrese, avrebbe precedenti per stupefacenti. Secondo le prime ricostruzioni il ferito era in compagnia di un altro ragazzo napoletano, anche quest'ultimo con precedenti per droga, quando sarebbe nata un'animata discussione con un gruppo di altre tre o quattro persone, degenerata in un'aggressione fisica culminata con l'esplosione di due colpi di arma da fuoco di piccolo calibro. Il ragazzo è stato colpito al fianco, mentre il ragazzo che era con lui ha riportato delle contusioni. L'autore dell'episodio è stato acciuffato dai Carabinieri del comando di Barletta, che lo hanno intercettato al suo arrivo in Puglia. E' un 20enne che ha ammesso di essere stato lui a sparare due colpi di pistola in piazzale Azzarita sul lungomare di Riccione. A poco più di 24 ore dal grave episodio i Carabinieri hanno chiuso il cerchio attorno ai responsabili e sottoposto a fermo con l’accusa di tentato omicidio in concorso quattro giovani pugliesi. Non è ancora chiaro il movente della sparatoria.
Febbraio 2014, imprenditore rapinato di un rolex ed è stato ferito in modo non grave con un coltello.
Marzo 2014, accoltellamento in strada davanti a discoteca a Miramare.
Luglio 2014, spari contro il night Crazy Love. Ferito un buttafuori. La macchina usata è stata ritrovata bruciata.
Criminalità narcos
Marzo 2014, traffico di droga tra la Sardegna, la Corsica e l'Albania ha visto coinvolta anche Rimini. E' emerso ciò da una brillante operazione della Polizia di Stato.
Agosto 2014, operazione Drug Store della Guardia di Finanza con la quale sono state arrestate 4 persone per traffico di cocaina tra cui un colombiano e due dominicani. E' stato smantellato un vero e proprio supermarket della droga.

 

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